Il Primo Passo

Collepasso 20 luglio 2021

Cara Lettrice, caro Lettore,

Ciao e benvenuto in questo blog (versione beta). Questa è una panchina virtuale di Collepasso, dove al momento, in questo articolo, seduta ci sono io e tu puoi sederti accanto a me a chiacchierare. E senza timore che uno spazio virtuale sia una minaccia allo spazio fisico, senza nulla togliere al piacere dell’incontro occhi negli occhi, per ora accomodati pure qui.

Ho aperto questo blog perché oggi ho qualcosa da dirti. Ha preso la forma di una reazione, di un ritorno, immagino breve, una restituzione ad un luogo che per anni ho considerato un non-luogo, sbagliando. Perché qui ci sono cresciuta. Qui sono le mie fondamenta. Tutto il resto è stato arredamento d’interni. Quindi di fatto è IL luogo, il mio. E dal proprio luogo non si va mai via del tutto.

Collepasso per me è il procedere lentamente ma profondamente, Collepasso non è mai superficiale. Ogni parola è pesata, le parole sono scelte con cura come una tazzina preziosa dalla credenza per l’ospite in soggiorno; ogni parola è pensata per chi la deve ricevere, perché lui/lei potrebbe offendersi. Collepasso per me è saper stare al mondo con educazione, quella che in città si perde subito quando ti scappa un vaffa contro un suv che ti ha inzuppato con una pozzanghera. Quando piove a Collepasso e cammino nelle nostre stradine strette, i Collepassesi rallentano per non bagnarti con le pozzanghere. Non credo sia solo buona educazione, credo che sia anche un po’ paura di essere riconosciuti, perché se inzuppi qualcuno a Collepasso, 100% ti riconosce e ti infama chiamandoti per nome. E’ il controllo sociale delle piccole comunità come la nostra e che mantiene in vita i valori anche quando vorremo fregarcene.

Sono riuscita a venir via da un lock down soffocante in Lombardia a gennaio e la prima sensazione che ho provato camminando per le vie del paese, oltre alla sensazione in sé del camminare per delle vie, è stata sentirmi al sicuro. Purtroppo però oggi ho avuto la sensazione di soffocare di nuovo, peggio che nel mio piccolo appartamento di Milano. E la causa è stata una frase che mi ha turbato particolarmente, pubblicata su infocollepasso, dove l’autore afferma di aver sognato che le “potenziali candidate sindaco, ed altre (io sono nelle altre) si riappropriassero del naturale istinto femminile al bene primario dei figli” . 

L’unico naturale istinto che ho sentito è stata la rabbia. IL mio luogo mi ferisce improvvisamente con un colpo basso. Mi toglie la certezza su cui baso il mio procedere nel mondo a partire da quello che ho imparato qui, dai miei genitori; in questo caso mi toglie le certezze che pensavo di avere come donna e che non corrispondono per niente a questa immagine. E se corrisponde per qualcuno dichiaro qui e subito che vorrei accompagnarlo a farsi un’altra immagine. Sarebbe un passo avanti secondo me, un passo mi auguro di fare insieme a te che sei arrivato fin qui a leggere.

Questo blog nasce per amore di Collepasso e dei suoi abitanti. Chiunque è invitato a partecipare. Vorrei che ci parlassimo. Mi auguro di ricevere commenti, consigli, notizie, idee, chiacchiere, foto.

Ma sempre con gentilezza, mi raccomando.

Chiara Calò

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